IL CAMORRISTA (1986)



Regia/Director: Giuseppe Tornatore
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Massimo De Rita, Giuseppe Tornatore
Interpreti/Actors: Ben Gazzara (professore), Laura Del Sol (Rosaria, la sorella), Leo Gullotta (commissario Iervolino), Maria Carta (madre), Luciano Bartoli (Ciro Parrella), Marzio Honorato (sindaco Lo Russo), Franco Interlenghi (don Saverio Jovine), Anita Zagaria (Anna), Nicola Di Pinto (Alfredo Canale), Lino Troisi (O Malacarne), Jean-Pierre Duriez (Frank Titas), Marino Masè (Roberto Sapienza), Biagio Pelligra (padre), Giacomo Piperno (questore), Piero Vida (Mimmo Mesillo), Pino D'Angiò (Verzella), Marcello Bari, Cloris Brosca, Mariella Capotorto, Aldo Castaldo, Beppe Chierici, Roberto Corcione, Terenzio Cordova, Rosario Coniglione, Michele Criscuolo, Eurilla Del Bono, Helga Dentale, Giacinto Mario Donatone, Giovanni Febbraro, Antonio Ferrante, Dante Fioretti, Orlando Forioso, Raffaele Fortunato, Mario Frera, Domenico Gennaro, Raffaele Giangrande, Daniela Guzzi, Beppe Lanzetta, Gille Novak, Giuseppe Lo Presti, Franco Marino, Piero Montandon, Antonietta Morea, Riccardo Perisio Perotti, Elio Polimeno, Aldo Riva, Marcello Romolo, Stefano Sabelli, Severino Saltarelli, Egidio Termine, Francesco Tiano, Tullio Valli, Piero Vida, Sergio Boccalatte
Fotografia/Photography: Blasco Giurato
Musica/Music: Nicola Piovani
Costumi/Costume Design: Luciana Marinucci
Scene/Scene Design: Antonio Visone
Montaggio/Editing: Mario Morra
Suono/Sound: Gianfranco Cabiddu
Produzione/Production: Titanus Produzione, Reteitalia
Distribuzione/Distribution: Titanus Distribuzione
censura: 81673 del 24-07-1986

Il camorrista rappresenta l'esordio di Giuseppe Tornatore alla regia ed è ispirato al libro di Giuseppe Marrazzo. Girato nell'86, è fino ad oggi uno dei migliori (se non il migliore) film sulla camorra. Non è un caso che a Napoli e in Campania sia considerato (nel bene e nel male) un vero e proprio cult intramontabile, dove le sue colonne sonor e le frasi di maggior impatto sono diventate suonerie per cellulare e brani remixati da discoteca. Il regista ne giro' anche una versione televisiva di 5 ore che purtroppo è andata perduta. Il film rientra pienamente in tre generi cinematografici: quello biografico, quello gangster e quello di denuncia politico/sociale. I primi due fanno da sfondo al terzo.
E' una pellicola biografica  e di genere gangster in quanto si ispira alla vita (in parte rivista e romanzata) diell'ex boss Raffaele Cutolo e in particolare alla sua ascesa al potere dal carcere, attraverso la fondazione della Nuova Camorra Organizzata (rinominata Nuova Camorra Riformata) per il controllo del territorio con i clan rivali fino al rapimento dell'assessore Cirillo (ribatezzato Mesillo) dove Tornatore ben evidenza la collusione di politici e organi di potere con la criminalita' e il loro ruolo chiave nella vicenda. Fortissima è critica politico/sociale al film attraverso la denuncia dei favori che a quel tempo avevano i criminali in carcere, alle alleanze e ai patti segreti della classe dirigente dell'epoca (come  la Democrazia Cristiana) e dei servizi segreti con la criminalita' organizzata. Emblematica è la frase che "Don Raffaele" dice ad un assessore: "Senatore, ma perchè vi preoccupate tanto delle sorti di un semplice assessore regionale quando poco tempo fa le stesse BR hanno sequestrato il segretario del vostro partito?" ed altrettanto emblematica è la risposta del senatore: "Professore, voi siete un uomo di potere e queste cose le potete capire da solo...". La figura di Cutolo e le sue vicende sono uno sfondo ed un pretesto per arrivare a tale critica e non per spingere ad una sua "emulazione". Le sequenze iniziali (quelle dell'infanzia del protagonista) mostrano bene il contesto sociale e culturale (fatto di sfruttamento e poverta') dove nasce e si alimenta l'l'humus della camorra. Il "professore di Vesuviano" (denominazione geografica ispirata propabilmente a Ottaviano, paese natio di Cutolo) è interpretato da un Ben Gazzara in gran forma che in quei panni si trova a proprio agio affinacato da una discreta  Laura Del Sol in un ruolo ispirato a Rosetta Cutolo, sorella del boss e da Leo Gullotta nel ruolo del Commissario Iervolino (ispirato ad Antonio Ammaturo). Stupenda la colonna sonora di Nicola Piovani.

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