AUTOSTOP ROSSO SANGUE (1977)



Regia/Director: Pasquale Festa Campanile
Soggetto/Subject: Aldo Crudo, opera
Sceneggiatura/Screenplay: Pasquale Festa Campanile, Ottavio Jemma, Aldo Crudo
Interpreti/Actors: Franco Nero (Walter Mancini), Corinne Cléry (Eve, sua moglie), David Hess (Adam Kunitz), Carlo Puri (complice), Fausto Di Bella (capellone al bar), Ignazio Spalla [Pedro Sanchez] (proprietario del bar), John Loffredo (Hawk, un complice), Leonardo Scavino [Leon Lenoir] (altro complice), Carlo Puri (altro complice), Monica Zanchi, Benito Pacifico, Luigi Birri
Fotografia/Photography: Franco Di Giacomo, Giuseppe Ruzzolini
Musica/Music: Ennio Morricone
Costumi/Costume Design: Giantito Burchiellaro
Scene/Scene Design: Giantito Burchiellaro
Montaggio/Editing: Antonio Siciliano
Produzione/Production: Explorer Film International, Medusa Distribuzione
Distribuzione/Distribution: Medusa
censura: 69836 del 19-02-1977
Altri titoli: Wenn du krepierst - lebe ich!

Se qualcuno conosce questo regista che trovo sia stato sottovalutato ai suoi tempi dalla critica, saprà che è stato un regista di film comici, alcuni dei veri e propri cult come “Quando le donne avevano la coda ” o il misconosciuto “Conviene far bene l’amore” oppure il famoso e discreto “Un povero ricco” con Renato Pozzetto. Questo film nella carriera del regista/sceneggiatore è come una mosca bianca, un thriller movie direi agghiacciante.
Walter Mancini (Franco Nero) ed Eve (Corinne Clery), sposati da nove anni, sono una coppia evidentemente poco felice, e passano le loro giornate in campeggio nella speranza di superare il periodo di crisi. Durante un viaggio in automobile, Eve decide di dare un passaggio ad un autostoppista, Adam Konitz (David Hess). L’autostoppista si rivela fin da subito un poco di buono che complicherà la vita della giovane coppia, già stressati di loro. Da qui in avanti, tra continui colpi di scena si arriva ad un finale inaspettato, un finale shock.
Il film è un capolavoro (a mio avviso, ovviamente) per svariati motivi. Vi è innanzitutto una buona caratterizzazione dei personaggi che danno l’idea della situazione drammatica in cui si trova la coppia di sposi. Le musiche di Ennio Morricone sono perfettamente adatte al contesto dark del film ovvero sono ossessive, caratterizzate da una chitarra acustica che fa venire i brividi, una melodia che penetra subito nelle meningi. La fotografia è altrettanto molto bella, con dei bei primi piani dei protagonisti, belle inquadrature lunghe, tese a soffermarsi sugli sguardi che mettono in evidenza lo stato psicologico e spirituale dei personaggi. Gli attori sono in stato di grazia: un Franco Nero in forma, una brava e bellissima Corinne Clery (nuda in più occasioni) e David Hess, adatto nel suo ruolo di psicopatico. Infine la trama così inaspettata, così imprevedibile, del tipo “chissà cosa succederà fra dieci minuti”, fanno di questo film un puro gioiello in cui viene rappresentato al meglio la parte buona e quella malvagia dell’essere umano, il bene e il male, in particolare l’aspetto di dove può spingersi la follia umana.
Curiosità: il film è ambientato in California ma è stato girato in Abruzzo.

Ps Per certi aspetti anticipa The Hitcher del 1986 (quindi ben nove anni prima) che tra l’altro non mi ha mai impressionato come film essendo un evidente ed eccessiva americanata….

Recensione a cura di:
Giampaolo Cossu Reloaded | Crea il tuo badge

Gestore del blog: http://ilcinemasaccobellodipascoski.blogspot.it/

Commenti

enrico cardillo ha detto…
Intrigante!
Mi interessa!