venerdì 21 luglio 2017

VIAGGIA, RAGAZZA, VIAGGIA: HAI LA MUSICA NELLE VENE (1973) di Pasquale Squitieri - recensione del film


VIAGGIA, RAGAZZA, VIAGGIA:
HAI LA MUSICA NELLE VENE
Silvia Le Fontaine, scrittrice italo-francese di fiabe, ha una vita perfetta: donna emancipata, con un marito comprensivo e una bella figlia di 17 anni. L’idillio si spezza quando il marito, stanco e depresso e forse rabbioso perché la moglie guadagna più di lui, abbandona la famiglia, senza dare notizie di sé.
Silvia si confronta con un pianista (Vittorio De Sica), amico intimo dell'uomo, che accusa la donna di averlo umiliato e di aver pensato solo a sé stessa, suggerendole di andarlo a cercare ”dove finiscono e cominciano i tipi come suo marito” locali dove è abituale l’uso di droghe e alcol. Accettato il consiglio, Silvia fa conoscenza con gli amici e le amiche del marito e anche lei inizia a fare uso di sostanze stupefacenti. Non sono ancora gli anni dell’eroina in endovena, ma delle siringhe di morfina, cocaina e di altre sostanze già in voga. Inizia da qui la discesa agli inferi della donna, che accetta, pur di farsi, di diventare l’amante di una sua vecchia amica ora spacciatrice.

giovedì 6 luglio 2017

SOVIET ZOMBIE INVASION (2017) di Andrea Marfori - recensione del film



SOVIET ZOMBIE INVASION (2017)
di Andrea Marfori
La trama: un gruppetto di giovani moscoviti, dopo aver visto un film horror al cinema, decide di visitare un tetro ospedale abbandonato in pieno centro città. Il fatiscente caseggiato è però infestato da un’orda di zombies, o meglio di “soviet zombies”, cioè soldati russi infettati da un virus, frutto di esperimenti segreti andati a male. Ovviamente tutti molto aggressivi e famelici di carne umana…

lunedì 19 giugno 2017

BLOOD ON MELIES’ MOON (2016) di Luigi Cozzi - recensione del film


BLOOD ON MELIES’ MOON (2016) di Luigi Cozzi
Nei panni di se stesso, e assoluto protagonista del film, Luigi Cozzi, con l’aiuto di alcune persone, cerca di salvare il mondo dalla totale distruzione. Questa è la storia, ridotta all’osso che di più non si può. In realtà la sceneggiatura, scritta dal regista capitolino con la collaborazione di Giulio Leoni, è ben più complessa (e confusa) di quanto appena accennato. Ci sono libri magici, personaggi bizzarri (realmente esistiti e fittizi), enigmi, meteoriti, razzi spaziali e molto ma molto altro. In questo suo ritorno al cinema dopo più di un quarto di secolo (ultima regia il cult “Paganini horror”) Luigi Cozzi butta dentro un po’ di tutto nel calderone di “Blood on Méliès’ moon”: l’avventura, la magia, il mistero, il thriller, la commedia, l’horror, il fantastico e la fantascienza. Non si fa mancare nulla. Soprattutto mette al centro del film se stesso e il suo mondo. Moltissime sono le sequenze “casalinghe”, in tono di commedia (a volte strappando la risata, a volte no), con la moglie (che poi è la moglie di Cozzi nella vita reale).

lunedì 12 giugno 2017

Fräulein – una fiaba d’inverno (2016) di Caterina Carone - recensione del film


Fräulein – una fiaba d’inverno (2016) di Caterina Carone

La trama: una sera Regina, donna montanara di mezza età irascibile e frustrata, proprietaria di un albergo in ristrutturazione, si trova davanti alla porta di casa sua un attempato ed invadente turista proveniente dalla città, Walter. L’uomo, nonostante la visibile contrarietà di Regina, riesce a farsi dare una stanza dell’albergo per qualche giorno. Sullo sfondo è in arrivo una strana tempesta solare…

La regista marchigiana Caterina Catone, prima di “Fräulein – una fiaba d’inverno”, film datato 2016, aveva girato, nel 2010, un documentario pluripremiato, “Valentina Postika in attesa di partire”. “Fräulein – una fiaba d’inverno”, prodotto da Rai Cinema e Carlo Cresto-Dina, potrebbe sembrare a primo acchito il classico prodotto televisivo, piatto, “buonista” e dalla sceneggiatura scritta in quattro fogli di carta igienica. La presenza di un big della commedia nazional-popolare come Christian De Sica sulla carta non aiuta: lo spettatore potrebbe pensare di trovarsi di fronte alla solita noiosa sequela di siparietti comici volgari e di basso livello. Niente di tutto questo. Al contrario “Fräulein – una fiaba d’inverno” è una raffinata e delicata fiaba, in bilico tra il fantastico e la commedia d’altri tempi.

giovedì 8 giugno 2017

Fuga di cervelli (2013) di Paolo Ruffini - recensione del film


Fuga di cervelli (2013) di Paolo Rffini
Fuga di cervelli è un film che vorremmo non aver visto, ma ora che il peggio è passato sentiamo il dovere morale di scriverne. Prima di tutto siamo di fronte a un remake dello spagnolo Fuga de cerebros di Fernando Gonzáles Molina, campione d’incassi nella penisola iberica. Non l’abbiamo visto - e non siamo curiosi di recuperarlo - quindi non azzardiamo paragoni con l’originale. Paolo Ruffini è un regista che si è formato sui sacri testi, roba come American Pie, Una notte al museo, Animal House, persino sulla filmografia di Ciro Ippolito (ma ha imparato poco) e sulla serie dei Cinque matti interpretata da Les Charlots. Il suo esordio alla regia lo vede alle prese con una commedia demenziale che si propone di raccontare le vicissitudini di cinque amici problematici. Incontriamo un cieco logorroico (Ruffini), un gay non dichiarato (Matano), un timido patologico (Peracino), un handicappato (Pisani) e uno strano tipo che gira con una zebra (Scilla). Alfredo, Lebowski,

lunedì 5 giugno 2017

APOLLO 54 (2007) di Giordano Giulivi - recensione del film



La trama: strani simboli, forse di natura aliena, invadono le televisioni di tutto il mondo. La visione troppo prolungata di tali simboli rincretinisce gli spettatori, riducendoli in uno stato catatonico. Due uomini scoprono in un bosco un lunghissimo cavo, che parte da terra e si eleva in cielo. I due “astronauti fai da te” costruiscono una scalcinatissima astronave e la collegano al cavo. Decidono cosi’ di risalire il cavo fino oltre l’atmosfera terrestre, dirigendosi nello “spazio profondo”. Riusciranno i nostri buffi eroi a scoprire la natura dei simboli e a capire l’origine del cavo? Riusciranno insomma a salvare la Terra, e forse l’Universo, dalla distruzione?

“Apollo 54” è un lungometraggio amatoriale (o quasi) girato nel 2007 a Roma da Giordano Giulivi. Gli ideatori del folle progetto sci-fi sono, oltre al regista, anche il fratello Duccio Giulivi, Luca Silvani e Silvano Bertolin. Una vera e propria cooperativa. I quattro si occupano un po’ di tutti i comparti del film: regia, montaggio, sceneggiatura, scenografia…recitano pure nei ruoli principali.

lunedì 29 maggio 2017

LA SBANDATA (1974) di Salvatore Samperi - recensione del film


Dopo Malizia (1973) e Peccato veniale (1974), Salvatore Samperi gira La sbandata (1974), ma deve comparire soltanto come supervisore - sceneggiatore, quindi fa firmare la pellicola al suo aiuto, il documentarista Alfredo Malfatti, che risulta autore in carriera di un solo film a soggetto. Eleonora Giorgi, su Nocturno, afferma: “Il film fu diretto da Samperi. Alfredo Malfatti era il suo aiuto regista che però era costretto a firmare il film, perché Samperi era sotto contratto con Clementelli-Cinélite, mentre questo era un film Lombardo-Titanus”. Grande cast con un protagonista esuberante come Domenico Modugno che firma anche un’ottima colonna sonora, ben coadiuvato da Pippo Franco. I due interpreti principali sono calati nella parte di due fratelli siciliani, il primo ha fatto fortuna lavorando sodo negli Stati Uniti come calzolaio, il secondo è un pastore zotico di Acireale che non ha neppure il bagno in casa. Ottimo il cast femminile, dalla giovanissima Eleonora Giorgi - 21 anni, come il personaggio di Mariuccia, la nipotina che affascina lo zio - alla più matura (ma non troppo) Luciana Paluzzi (cognata altrettanto sensuale).

domenica 28 maggio 2017

INDEX ZERO (2014) di Lorenzo Sportiello - recensione del film


INDEX ZERO (2014) di Lorenzo Sportiello
In un imprecisato futuro post-atomico una coppia (lei è incinta) vaga tra le rovine della civiltà semi-distrutta, in disperata ricerca di acqua e cibo. Nel loro incessante vagare da un luogo all’altro giungeranno alle porte di una moderna città fortificata. Riusciranno, attraverso dei cunicoli sotterranei, a penetrare clandestinamente oltre le mura. Una volta dentro il perimetro verranno subito spediti dai militari in un campo di raccolta, in attesa di essere “abilitati” psico-fisicamente a risiedere nella parte sicura e benestante della città.

Il giovane regista barese Lorenzo Sportiello, dopo aver diretto una mezza dozzina di cortometraggi, esordisce nel 2014 con il lungometraggio “Index Zero”. Dà alla luce un ottimo sci-fi/post-atomico indipendente, co-prodotto con la Gran Bretagna, e girato tutto in Bulgaria. Gran parte del cast è bulgaro: una serie di volti maschili e femminili adattissimi ad un film del genere. Difficilmente in Italia si sarebbero trovati attori più adatti di loro per la storia raccontata da Sportiello.

lunedì 22 maggio 2017

FRANKESTEIN ALL'ITALIANA (1975) di Armando Crispino - recensione del film


FRANKESTEIN ALL'ITALIANA (1975)
di Armando Crispino
Armando Crispino (1924 - 2003), un laureato in legge di Biella che emigra a Roma e si dedica al cinema, prima come critico, poi come regista, si ricorda soprattutto per L’etrusco uccide ancora (1972) e per Macchie solari (1974). Regista di mestiere, molto adatto per il genere horror di cui è capace di rispettare tutte le convenzioni e gli stereotipi. Frankenstein all’italiana, rieditato nel 1976 come Prendimi, straziami che brucio di passione, riporta in auge un sottogenere come l’horror comico - grottesco, che in Italia non ha avuto grandi proseliti. Tra i prodotti migliori ricordiamo Tutti defunti tranne i morti (1977) di Pupi Avati, L’esorciccio di Ciccio Ingrassia, Il cavalier Costante Nicosia demoniaco, ovvero Dracula in Brianza (1975) di Lucio Fulci, Io zombo tu zombi lei zomba (1979) di Nello Rossati, Dottor Jekyll e gentile signora (1979) di Steno, Fracchia contro Dracula (1985) di Neri Parenti… l’elenco non è esaustivo. Il sottogenere è più britannico e statunitense, ma i registi italiani - nei rari casi in cui hanno praticato la strada dell’horror comico - hanno sempre dato un taglio grottesco e spesso erotico, come marchio di fabbrica nostrano.

mercoledì 17 maggio 2017

REPORT 51 (2013) di Alessio Liguori - recensione del film


REPORT 51 (2013) di Alessio Liguori
La trama: un gruppo di ragazzi decide di trascorrere il week-end in un casolare tra i boschi, dove qualche giorno prima aveva inavvertitamente filmato un avvistamento UFO con una telecamera. Una volta sul posto il gruppo avrà una chiara conferma dell’avvistamento. Di più: i ragazzi verranno crudelmente braccati da tanti piccoli ma aggressivi extraterrestri…

Nel 2013 Alessio Liguori gira, in co-sceneggiatura e co-produzione con il sodale Giuliano Tomassacci (anche direttore della fotografia) questo thriller fantascientifico, usando la ormai abusatissima tecnica del found footage. Il film è stato girato in lingua inglese, tra l’Umbria e il Belgio. “Report 51” fu anticipato da una riuscitissima campagna virale. Il regista fece circolare in rete un breve segmento del film, facendolo passare come un avvistamento alieno. Il video fu presto visualizzato da centinaia di migliaia di persone, e fu oggetto dell’attento studio di ufologi vari. Poco prima dell’uscita del vero trailer la produzione svelò “l’inganno”. Con questa strategia virale il film ebbe una notevolissima pubblicità in tutto il mondo.
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